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BORGOGLIO :

Originariamente un accampamento romano, divenne un quartiere spiccatamente agricolo in posizione marginale e fu demolito nel 1728 per consentire l‘edificazione della Cittadella (foto antica di città e Borgoglio).

 

PALEA:

Palea
significa "palude". La località dove si sviluppò Alessandria fu così denominata a causa della vicinanza alla confluenza del Tanaro con la Bormida.
La città, detta Alessandria de Palea, era dunque Alessandria della Palude e non della Paglia come fu erroneamente tradotta.

 

GLI UMILIATI :

Gli Umiliati, che svolgevano mansioni di dazieri e di tesorieri comunali, erano diventati un punto di raccordo tra cultura laica e cultura religiosa ed avevano offerto la prima forma di associazione ai lavoratori salariati che in qualità di terziari prestavano la loro opera nei laboratori annessi ai conventi. L’ordine degli Umiliati era di origine alessandrina e fu soppresso da Papa Pio V perché accusati di essere ricchi e corrotti.

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La tintura della lana nell'arte Veduta del chiostro di San Giovanni del Cappuccio

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Veduta del convento

 

GABRIELE GALATERI :

Generale di cavalleria e conte, fu nominanato governatore militare di Alessandria dai Savoia dopo l’insurrezione del 1821. Uomo duro e reazionario, zelante esecutore degli ordini della monarchia, oppresse la popolazione di Alessandria, da cui fu odiato, e fu autore dell’arresto e della fucilazione del carbonaro Andrea Vochieri, affiliato alla "Giovane Italia".

 

CANALE CARLO ALBERTO (ex "Betale")

Negli anni in cui il generale Galateri fu governatore venne riattivato il vecchio "betale" a scopo irriguo e industriale che prese il nome di Canale Carlo Alberto. Venne deviato nel 1888 per costruire la Piazza Garibaldi.

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Immagine tratta da "La cittadella di Alessandria" - Anna Marotta - Cassa di risparmio di Alessandria.

 

MOLTE PROPOSTE

Considerata la necessità di costruire un nuovo ponte al rione Orti, furono presentate molte proposte che, per questioni economiche e di interesse, non furono mai debitamente considerate: dal progetto dell’ing. Pera a quello dell’ing. Bistolfi, a quello dell’ing. Straneo, a quelli a travate metalliche di una ditta costruttrice di Savigliano (invitati per ben due volte a presentare offerte più vantaggiose) . Finalmente nel 1887 si optò per il progetto dell’ing. Straneo che chiese di rinunciare alla realizzazione dell’opera illustrando i pericoli che si sarebbero presentati in caso di piena basandosi sui dati di quella del 1789.

 

STRANEO

Ludovico Straneo (Pontestura 1841 - Alessandria 1934)

Fu Ingegnere capo del Comune di Alessandria dal 1883 al 1906 e Assessore ai Lavori Pubblici dal 1911 al 1913. Progettò in collaborazione con l'ing. Aristide Leale Piazza Garibaldi (1890) il primo ampliamento del cimitero con l'attuale facciata (1884-1900), il viale e il ponte che collegano il quartiere Orti con la collina (1895), per quanto realizzati a danno delle mura cittadine, il cui abbattimento l'ing. Straneo perseguì coerentemente alla politica urbanistica dell'epoca e il Palazzo delle Poste (1904-1909). Si ricordano fra le altre sue opere di risanamento urbanistico il completamento del sistema fognario e la costruzione degli argini che difendono gli Orti dalle inondazioni del Tanaro (dal 1880), l'intervento definitivo per la sistemazione dei locali della Biblioteca Civica e la costruzione del Museo e della Pinacoteca (dal 1903), la costruzione dei bagni popolari (dal 1906) ora non più esistenti.

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Ingegner Straneo

Immagine tratta da "Storia di una città tra due fiumi" - Edizioni "Il Piccolo".

 

RIONE ORTI

Il rione Horti non appare nelle vecchie cartografie della città per la sua collocazione appena al di fuori dell’ex cinta muraria. Nelle descrizioni letterarie, invece, anche andando indietro nei secoli, viene citata come una singolarità di Alessandria. Giuliano Porta annovera gli Horti tra le "quattro sue nobili cose".

 

RISCOSSIONE DEL PEDAGGIO

Questa conquista da parte della città è confermata da un capitolo degli Statuti del 1297 nel quale si stabiliva che sul ponte non poteva essere riscosso altro pedaggio all'infuori di quello municipale. Fino al Trecento la riscossione dei pedaggi fu svolta dagli Umiliati che realizzarono un canale di irrigazione, deviandolo dalla Bormida nel territorio di Gamalero, il "Betale".

 

ROVERETO

Borgo in riva al Tanaro, sviluppatosi intorno al castello omonimo e nucleo originario della città di Alessandria. Ne divenne in seguito un quartiere

 

LE BARCHE

La barca tradizionalmente usata era il burchiello (in dialetto "burcé". Si tratta di un'imbarcazione a fondo piatto la cui lunghezza può variare dai 6 agli 8-9 metri. Il burchiello può essere utilizzato solo sui fiumi e sui laghi; difficilmente si rovescia, ma, per guidarlo, è necessaria la mano di un esperto. Si guida con un remo particolare in legno che ha un'impugnatura tonda e una paia ovale munita di due punte di ferro. La struttura dei burcé è formata da assi di legno di acacia, un legno durissimo e resistente all'acqua e all'usura dei tempo. Un tempo i burchielli venivano utilizzati per il trasporto dei prodotti agricoli e dei legname, per la pesca ed anche per il traghettamento delle persone.
Lungo il corso dei fiume c'erano porti fluviali, pontili e approdi per le barche. L'ultimo approdo venne seriamente danneggiato durante l'alluvione dei 1994 ed eliminato.

 

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Burcé

Immagine tratta da "Storia di una città tra due fiumi" - Edizioni "Il Piccolo".

 

DOCUMENTI

18.7.1879 : Richiesta all’Intendenza di Finanza da parte del sig. Giovanni Pellati di barche di salvataggio in caso di inondazione e in periodi normali per passeggiate sul Tanaro e relativo stanziamento)

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Documento del 18 luglio 1879

23.9.1879 : Concessione dell’Architetto Municipale di fare costruire due barche per salvataggio nei casi di inondazione (in seguito all’ultima inondazione)

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Documento del 23 settembre 1879

1890 : Concessione ai sigg. Corona e Bonicelli per tenere uno stabilimento di barche destinato alla pubblica navigazione per divertimento e per l’esercizio del remaggio.

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Documento del 1890

 

CONTRABBANDO E SFROSO SUL TANARO

Un tempo sul Tanaro le attività illegali erano numerose.
I burchielli, che di giorno trasportavano le merci alle chiatte, diventavano di notte barche contrabbandiere che portavano in città il grano che i "marosseri" commerciavano senza pagare dazio all’interno della cinta muraria.
E ancora i burchielli traghettavano da una riva all’altra gli "sfrosatori", ladri di foraggio e di bestiame, in barba alle guardie sulle rocche.
Per tutto l’800 inoltre il Tanaro fu punto di passaggio del contrabbando di alcool e tabacco.

 

 

L'INTERRUZIONE DELL'ATTIVITÀ MOLITORIA

Essa era dovuta a:

GELATE INVERNALI

Nel 1306 il ghiaccio che aveva ricoperto il fiume impedì il passaggio agli uomini, alle bestie e ai carri di ogni genere; perciò, non potendo mettersi in moto i mulini, Alessandria fu contristata dalla fame, alla quale fu particolarmente soggetta la povera gente.
In occasione della gelata dei 1654 il ghiaccio colpì con tanta forza i mulini da staccarne ben diciannove, essi, trascinati e battuti dai pezzi di ghiaccio, andarono distrutti.'

INONDAZIONI

Nel 1616 il Tanaro giunse ad una tale altezza, che staccò e trascinò otto mulini lontano un miglio, benchè essi fossero stati fissati con grosse catene e funi.
Nel 1655 il fiume crebbe così tanto, che incominciò ad entrare in Alessandria e staccò coi suo furioso scorrere tre mulini.'
Nel 1857 una nuova, gravissima inondazione del Tanaro recò danni ingenti; la veemenza delle acque fece sì che vari mulini andassero alla deriva.

 

SICCITA'

Nel 1828 vi fu una grande siccità e, essendo il Tanaro quasi asciutto, i mulini si fermarono. Nel 1861 la grande siccità, oltre a danneggiare i raccolti, ebbe ripercussioni negative anche sull'attività molitoria, determinando la mancanza d'acqua nei mulini, che quindi si fermarono. Per tali ragioni il prezzo dei generi alimentari aumentò: la farina di grano turco venne a costare 40 centesimi al kg e il pane di prima qualità 45 centesimi.

 

RISORSA ALIMENTARE

Il pesce come fonte di alimentazione
La cucina del pesce

I pesci d’acqua dolce sono da sempre un alimento prelibato; anticamente i pesci venivano cucinati solo in due modi: fritti o in carpione. Naturalmente le materie prime erano povere e, siccome non era possibile utilizzare l’olio d’oliva, le donne usavano lo strutto. Per il fritto si sceglievano la lasca (stric), il cavedano, la carpa, i barbi e le arborelle. Essi venivano tagliati a pezzi grandi, quindi impanati con la farina di granoturco e fritti nello strutto con qualche foglia di salvia. Il metodo del carpione veniva invece scelto per conservare nel tempo il pesce in mancanza del frigorifero.

 

PESCI DEL FIUME

Il patrimonio ittico, ad eccezione di alcune specie, è rimasto praticamente invariato nel tempo. Le acque sono popolate dai cavedani, dalle carpe, dalle lasche, dalle arborelle, dalle anguille, dal carasso, dai barbi, dalle cobite, dai vaironi e dalla cheppia.

Da qualche anno è stato introdotto, pare accidentalmente, nel Tanaro e nel Po il pesce siluro che ha creato un notevole squilibrio nelle acque del fiume danneggiando tutta la fauna ittica stanziale a causa della sua voracità.